Abbonamento alla paranoia
Lo specchio è il mio miglior nemico.
Vivo di lacrime, ansia e sorrisi.
Sono fatta di parole.
Ho addosso tutti i miei difetti e le mie paure.
La distanza la vivo giorno per giorno.
Prima le altre persone e poi magari me stessa.
Sono quella ragazza da cui tutti scappano prima o poi.
Non credo al per sempre, e neanche alle promesse.
❝ Le cose cambiano, gli amici se ne vanno e la vita non si ferma per nessuno. ❞

— Noi siamo infinito (via quellabbracciochetisalvalanima)

Anonimo :  racconti la tua storia?

silenziopienodirumori:

silenziopienodirumori:

silenziopienodirumori:

Non ho una “storia”.

Sono una comunissima ragazzina che ancora non ha superato il divorzio dei suoi genitori dopo 7 anni, che ancora non ha superato la perdita di suo nonno e del suo primo amore.

Sono una cazzo di ragazzina che ogni giorno desidera morire.

Mia madre mi ha disconosciuto come sua figlia, sai?

Sono considerata da tutti la spalla su cui contare quando stai male, sono quella che corre da te anche per la più stupida cazzata.

Un secondo prima sono felice, e un secondo dopo la tristezza mi tormenta.

La mia storia. Io non ho una storia.

Ma potrei raccontarti di mio nonno.

Lui era un grande uomo. Non mi stancavo mai di ascoltarlo. Mi ha insegnato a suonare la chitarra ed il pianoforte. Così è nato il mio amore per la musica. Parlava sempre di suo padre che faceva parte della banda dell’esercito italiano, suonava la tromba ed ogni mattina, alle 5 in punto, suonava il “silenzio” per svegliare tutti. Aveva gli occhi fieri e lucidi quando parlava di lui, e non puoi immaginare quanto ho desiderato, dall’età di ben 5 anni che si sentisse fiero di me.

Così iniziai a suonarla anch’io.

Quanto tempo ci ho messo per imparare quella cazzo di melodia. Ma ce l’ho fatta. Ed è stato il periodo più bello della mia vita. Ogni pomeriggio, andavo da lui per suonargli quella melodia. Ogni sera, prima di andare a dormire mi chiamava, ed attraverso il telefono suonavo per lui.

Poi lui si ammalò. Da quel giorno non riesco più a suonare. 

Eravamo uniti da una melodia, ed ora quella melodia non c’è più, è sparita, non riesco più a sentirla.

Da quel giorno, tutto cambiò.

Non voglio raccontarti delle prese in giro che mi sono subita alle elementari e alle medie, quelle non contano niente.

Voglio raccontarti del mio primo amore, Fabio.

Dio quanto era bello il mio Fabio.

Aveva gli occhi marroni, ma erano così belli che nemmeno t’immagini.

I capelli castani, con un ricciolino che gli cadeva sempre sulla fronte.

Era molto magro, alto, ma con le sue braccia magre riusciva a farmi sentire protetta.

Anche lui si ammalò, di cancro.

Non gli avevo mai detto cosa provavo, ma lui sì, il suo addio fu una lunga lettera che ancora oggi conservo e porto sempre con me nel mio portafoglio.

Lui mi amava, ti rendi conto?

Mi amava, cazzo. Ed un bacio in confronto ad un suo sorriso non era niente.

Morì nel giro di pochi mesi, lasciandomi con un “ci rivedremo presto”.

E te lo giuro su quel porco di Dio che odio tanto, che non amerò mai nessun altro come ho amato lui.

Su di me non ho molto da dire, sono una comunissima ragazzina che non desidera altro persone che non se ne vadano.

Voglio solo passare il resto della mia vita con le persone che amo, capisci?

Ma come faccio se loro continuano ad andarsene?

Mi hanno chiesto di reblogare questa domanda a cui ho risposto tempo fa.

Mi hanno chiesto di rebloggarla, di nuovo.

Anonimo :  mi consiglibdei libri sull'autolesionismo?

Non ho mai letto un libro a proposito dell’autolesionismo.

tremoreneisorrisi:

hovogliadelletuelabbra:

superbestiario:

True Romance: The Heartache of Wartime Farewells, April 1943 by Alfred Eisenstaedt at the height of the Second World War.

I baci delle stazioni.

i primi veri baci alle stazionj

Anonimo :  fai il gioco dei nomi?

Emm no.

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