-Non mi conosci per niente.
-Chi te lo dice?
-Se ti chiedessero di descrivermi, sapresti dire solo il mio nome.
-Ne sei convinta?
-Sì.
-Fammi fare una prova.
-Vai.
-Ti piacciono le città come Varsavia, Dublino, Vienna. Ti piacciono i cieli grigi solo perché vuoi essere tu a colorarli. Le canzoni le scrivi sempre di sera e ti fanno sempre piangere. Non ti senti bella però ti senti intelligente, anche se lo neghi. Le stagioni per te sono stati d’animo. Lasci sempre i vestiti sulla sedia e la tua camera è perennemente in disordine. Ti piacciono i giochi di parole, i tuoi pensieri sono in rima. La tua pelle bianchissima. Le mani rovinate dalle corde della chitarra. Le labbra rovinate perché non fai altro che mordertele. La tua migliore amica si chiama come te. Sogni di andare lontano. Sogni di circondarti di persone proprio come te. Hai imparato tutto da sola. Ti sei costruita tutto da sola. Aspetti sempre qualcuno che venga a salvarti ma intanto ti salvi da sola. Non ti trucchi molto, ma adori il rossetto rosso. Ascolti un sacco di musica. Troppa musica. Conosci un sacco di cose. Troppe cose. Dopo il liceo sono sicuro che prenderai Storia dell’Arte. Credi nell’amore ma non riesci mai a trovarlo. Hai paura dei sentimenti, hai paura di parlare. Hai paura anche della tua ombra. Hai paura che ti facciano del male. E soffri. Soffri come un cane. Soffri per colpa della tua paura, per la tua paura di vivere. Perché in fondo a te il dolore piace e non lo temi davvero. Se ti fanno del male infatti ti rialzi sempre. Sei forte. Così forte che ti fai del male da sola. C’è una forza dentro te che spezza le vene. Per questo vuoi renderti fragile. Così non ti farai più del male. E potrei sommergerti di altre informazioni su di te. Ogni dettaglio. So tutto. So anche che leggi più libri contemporaneamente ed ora vuoi che io ti abbracci.
L’abbracciò infatti. Forte ma senza farle male. Lei sorrise e chiuse gli occhi. Non avrebbe voluto essere in nessun altro posto.